di Lorenza La Spada

E’ uscito in Germania un saggio dal titolo: Der kalte Freund. Warum wir Russland brauchen ovvero “L’amico freddo. Perché abbiamo bisogno della Russia.” Il sottotitolo dice tutto: non una domanda, ma un’affermazione, rivolta da un acuto politologo tedesco, Alexander Rahr, al pubblico dei suoi connazionali.
Era esattamente un anno fa, nel novembre 2010, quando Vladimir Putin scriveva un lungo articolo, pubblicato sulle colonne della Süddeutsche Zeitung, nel quale proponeva (alla Germania?) la creazione di un’enorme zona di libero scambio tra Unione Europea e Russia come soluzione per superare la crisi economica. Per il mezzo ed il tono scelti, la proposta sembrava più rivolta agli imprenditori tedeschi che ai politici europei. Comunque Merkel rispose chiaramente che non se ne parlava.
Un anno dopo l’Unione Europea è sull’orlo del precipizio, Merkel subisce un enorme calo di consensi nel suo Paese e le avances velate condotte da Mosca sembra stiano facendo breccia nel cuore pragmatico e ambizioso della Germania produttiva.


