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dicembre 13, 2011

Eurobonds e Stati Uniti d’Europa, fra tolemaici e copernicani

di Simone Vannuccini

da Eurobull

Non è facile essere tolemaici quando inizia l’era copernicana. Per questo motivo in Europa emergono contraddizioni figlie più delle scelte politiche che dell’azione dei mercati; la variazione degli spreads sul rendimento dei titoli di debito pubblico rappresenta il meccanismo disciplinante più importante per le economie europee, ha detto recentemente Wolfagang Schäuble, ministro delle finanze tedesco, mentre contemporaneamente ribadiva la necessità di un’unità sempre più stretta fra i Paesi europei. Entrambi gli argomenti sono corretti, anche se all’apparenza sembrano scontrarsi l’un con l’altro: il rialzo dei tassi d’interesse sul debito è senza dubbio l’indicatore della divergenza e del gap esistente fra i diversi “rischio-paese” in Europa, ed è anche l’unità di misura della scommessa contro la tenuta della vacillante costruzione europea. Allo stesso modo è evidente che dalla crisi si esce con più – e non con meno – Europa: i “costi della non-Europa” sarebbero troppo alti, anche per la Germania, così legata a doppio filo (esportazioni e intrecci bancari) ai suoi partner e compagni di viaggio del Vecchio continente. Un primo assaggio di questi costi è la correzione al ribasso delle stime di crescita “cinese” del PIL tedesco. È necessaria più Europa, quindi, per uscire dalla crisi. Peccato che la definizione precisa di cosa significhi “più Europa” resti ancora avvolta dall’incertezza.

dicembre 13, 2011

L’attualità di Altiero Spinelli. Parola a Stefano Rossi, giovane, europeista e federalista

Stefano Rossi, classe 1986, da diversi anni membro della sezione di Torino della Gioventù Federalista Europea (Gfe) – gruppo giovanile del Movimento Federalista Europeo – di cui  è Tesoriere nazionale e fa parte della Direzione nazionale.
Laureato in giurisprudenza nel 2010 sta facendo la pratica presso uno Studio associato in Torino. East Journal lo ha intervistato sul presente e sul futuro dell’Unione Europea, una voce giovane e impegnata per capire quale destino attende il vecchio continente.

Che cosa vuol dire essere “europeisti” e cosa vuol dire credere in un progetto europeo di tipo federalista? Da dove proviene l’idea federalista europea? Qual è la sua storia?

Essere europeisti significa aderire all’idea di un’Europa unita; questa idea, che è profondamente politica, può essere declinata in molti modi. I federalisti, in particolare, credono che lo strumento concreto per realizzare l’unità europea sia la creazione di una federazione tra gli Stati d’Europa. In un certo senso i federalisti sono europeisti con un progetto politico-istituzionale chiaro e determinato.