di Kaspar Hauser

L’accordo per la recessione europea
Dio salvi la regina e benedica il suo primo ministro. Per chi ancora non è suddito di Elisabetta, vale la pena affrettarsi. L’Unione Europea corre veloce verso la germanizzazione e per quelli che tedeschi non sono, ci vuole una bella pacca sulla spalla come quella che Cameron ha dato a un sempre vanesio Sarkozy. E tanta fortuna. Quello che esce da Bruxelles non è un Trattato per la nuova Europa, più unita, più politica, più forte. E’ solo un patto fiscale che stringe il controllo sulle manovre di bilancio nazionali. Questo comporterà austerity contemporanee in tutti i paesi, ponendo le premesse per una depressione su scala continentale. Inoltre vengono nuovamente accantonati gli Eurobond – invisi alla Germania – a favore del potenziamento del Meccanismo di stabilità europeo (Esm) il quale, però, non sarà collegato alla Bce facendo della banca centrale europea un re senza terra – come Germania desiderava.


