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dicembre 13, 2011

L’attualità di Altiero Spinelli. Parola a Stefano Rossi, giovane, europeista e federalista

Stefano Rossi, classe 1986, da diversi anni membro della sezione di Torino della Gioventù Federalista Europea (Gfe) – gruppo giovanile del Movimento Federalista Europeo – di cui  è Tesoriere nazionale e fa parte della Direzione nazionale.
Laureato in giurisprudenza nel 2010 sta facendo la pratica presso uno Studio associato in Torino. East Journal lo ha intervistato sul presente e sul futuro dell’Unione Europea, una voce giovane e impegnata per capire quale destino attende il vecchio continente.

Che cosa vuol dire essere “europeisti” e cosa vuol dire credere in un progetto europeo di tipo federalista? Da dove proviene l’idea federalista europea? Qual è la sua storia?

Essere europeisti significa aderire all’idea di un’Europa unita; questa idea, che è profondamente politica, può essere declinata in molti modi. I federalisti, in particolare, credono che lo strumento concreto per realizzare l’unità europea sia la creazione di una federazione tra gli Stati d’Europa. In un certo senso i federalisti sono europeisti con un progetto politico-istituzionale chiaro e determinato.

giugno 14, 2011

Debtocracy, quando più del debito sono odiose le prospettive

di Filip Stefanović

Qui per vedere Debtocracy.

Il Guardian l’ha definito il “samizdat del debito greco”Debtocracy, film documentario di due giornalisti, Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou, è stato prodotto in proprio con circa 8000 euro, ma, distribuito gratuitamente su internet, ha raggiunto in pochi mesi più di un milione di visualizzazioni, venendo anche trasmesso da diverse reti televisive greche locali e proiettato nelle piazze. Al momento è il must see per chiunque, in Grecia e no, voglia discutere del suo debito. Per nulla imparziale, il film vuole trasmettere pochi, chiari messaggi: le colpe dell’euro nell’indebolimento delle economie periferiche dell’Unione, lo sciacallaggio delle banche e la responsabilità del FMI nell’aggravarsi della situazione sociale greca e nella sua fattuale perdita di sovranità, l’idea che il debito contratto dalla Grecia sia in realtà odioso, e quindi il paese non obbligato ad onorarlo, con un parallelo nella storia recente dell’Argentina e dell’Ecuador.

Di indubbio impatto visivo e provocatorio, Debtocracy offre certamente svariati argomenti di riflessione, benché diversi dei punti toccati siano stati eccessivamente banalizzati, altre questioni lasciate invece in sospeso, o liquidate in maniera tutt’altro che definitiva.