Per una nuova Europa
verso una diversa integrazione europea
Gulliver e il deficit democratico. Quale futuro? -(di Elena Scaltriti)
Proposte tedesche per l’integrazione europea -(di Giulia Spiaggi)
Integrazione europea, un bene o un male per l’Europa dell’est? -(di Davide Denti)
E Tusk guida l’Europa: “Basta ipocrisie, riprendiamo l’allargamento a est” -(di Matteo Zola)
Eurobonds e Stati Uniti d’Europa, fra tolemaici e copernicani -(di Simone Vannuccini)
Fate entrare le democrazie mediterranee nel Consiglio d’Europa -(di Davide Denti)
L’adesione dei Paesi mediterranei al Consiglio d’Europa -(di Davide Denti)
Cos’è l’Osce e come rinnovarla. Indicazioni da Belgrado -(di Davide Denti)
Il Gruppo di Visegrád compie vent’anni -(di Gabriele Merlini)
L’angolo degli antieuropeisti
la voce di chi non la pensa come noi
Lettera aperta sull’Europa -(di Luca Bistolfi)
La dittatura europea, intervista a Ida Magli -(di Luca Bistolfi)
Il ritorno alle piccole patrie. Intervista a Massimo Fini -(di Luca Bistolfi e Matteo Zola)
Grecia, era meglio senza? Provocazione di un europeista -(di Davide Denti)
Tragedia greca
l’Europa in crisi non solo economica
Fuori la Gran Bretagna dall’Europa. Dentro le pieghe del nuovo trattato -(di Matteo Zola)
Il dominio tedesco e l’opposizione inglese. Dio salvi la Gran Bretagna -(di Kaspar Hauser)
Europeizzazione dei Balcani o balcanizzazione d’Europa? -(di Vittorio Filippi)
Una guerra in Europa? Lo dice la banca Ubs, e il subconscio polacco -(di Davide Denti)
Quale Europa dopo l’euro. Quale euro per l’Europa -(di Gabriele Merlini)
Parlando di default qualcuno dice Italia. Ma cos’è questa crisi? -(di Matteo Zola)
Moody’s taglia il rating a Cipro, sarà il prossimo Paese da salvare -(di Matteo Zola)
Quando l’est Europa guarda alla Cina -(di Matteo Zola, Claudia Leporatti, Matteo Bartolini)
Debtocracy, quando più del debito sono odiose le prospettive -(di Filip Stefanović)
Un’altra Weimar? Atene esca dall’euro -(di Matteo Zola)
Europa a tutta destra
nazionalismo ed estremismo nel vecchio continente
Estrema destra in Europa, un continente in crisi -(di Matteo Zola)
La svolta populista e i pericoli per l’Europa, il caso ungherese -(di Matteo Zola)
Utoya e il fondamentalismo cattolico -(di Matteo Zola)
Una corsa a ostacoli
storie di integrazione ostacolata
-(di Nicolò de Fanti)
Croazia: La lunga strada verso l’Unione Europea /2 – Da Sanader all’adesione (2003-2012) -(di Nicolò de Fanti)
Ucraina, Yanukovich rimandato a febbraio, slitta l’accordo con l’Unione Europea -(di Davide Denti)
Ucraina, Yanukovych guarda all’Europa ma non mette a fuoco -(di Iryna Krasnoshtan)*
Integrazione dei Balcani. La Conferenza di Sarajevo tra luci ed ombre -(di Matteo Zola) all’interno altri link di approfondimento e un e-book sul tema
Serbia che passione
cronistoria di una mancata adesione
Bocciata la candidatura all’UE: dall’Europa al Kosovo, decalogo dei fallimenti -(di Filip Stefanović)
Boris Tadić, la faccia (poco) filoeuropea di un paese in affanno -(di Filip Stefanović)
Serbia, se l’Europa chiude le porte di Schengen è tutta colpa degli zingari -(di Filip Stefanović)
“Con l’Europa guariremo dal male del nazionalismo”, riflessioni per una Serbia europea (di Jasmina Tesanović)
Mamma li turchi
tra Ankara e Bruxelles
Quando la Turchia è Europa -(di Giuseppe Mancini e Matteo Zola)
L’ingresso nell’Unione Europea della Turchia è da tempo oggetto di dibattito tra i fautori dell’allargamento e coloro che temono un Paese islamico tanto grande nel consesso delle democrazie europee. Proprio la controversa definizione delle radici d’Europa pone la Turchia al centro dell’attenzione: si tratta di un Paese europeo, che ha partecipato alla storia del continente, oppure di un irriducibile antagonista per di più geograficamente asiatico? E infine: l’ingresso della Turchia nell’Unione sarebbe conveniente, e perché?
Tu chiamala Eurasia
quando il Cremlino tenta l’Europa
Perché la Germania e l’Europa hanno bisogno di Putin -(di Lorenza La Spada)
C’era una volta il Patto di Varsavia, e oggi? -(di Matteo Zola)
Ed io tra di voi. Se Eurussia passa da Varsavia -(di Lorenza La Spada)
Interviste e interventi
Per un’Europa futura -(di Matteo Zola)
Una proposta per i redattori e lettori di East Journal, nella speranza di coinvolgere quante più persone fra studiosi e addetti ai lavori: quale Europa vogliamo costruire, quali i limiti delle sue istituzioni e quali gli elementi comuni da cui partire per una rifondazione, se tale deve essere, del percorso unitario. Un manifesto “politico” che vorrebbe essere spunto per iniziare una riflessione condivisa.
Il ritorno alle piccole patrie. Intervista a Massimo Fini -(di Luca Bistolfi e Matteo Zola)
Massimo Fini, giornalista e pensatore, campione della lotta al pensiero unico, capace di mettere a nudo le contraddizioni dell’occidente, riflette sul futuro dell’Unione Europea. Il ritorno alle piccole patrie, unitamente a una costruzione politica di un ampio organo sovrannazionale, è per Fini la sola possibilità di sopravvivenza per il vecchio continente. Certo, per farlo bisogna rinunciare all’attuale modello sviluppo ma, si chiede Fini, che bisogno c’è di ingrassare ancora? Con un ragionamento capace di superare le logiche di “destra” e “sinistra”, il pensiero di Fini diventa fondamentale paradigma per chiunque voglia approcciarsi a questi temi rinunciando agli schemi valoriali e politici invalsi.
La dittatura europea. Intervista a Ida Magli -(di Luca Bistolfi)
Luca Bistolfi intervista Ida Magli, classe 1925, storica e antropologa, autrice -tra l’altro- di La dittatura europea (Rizzoli 2010). Una voce critica e radicale, quella della Magli, troppo spesso emarginata e censurata. L’Europa, secondo la professoressa, intesa come Unione è illegittima e falsa, anzi si tratterebbe di un’operazione con la quale privare i popoli europei della loro identità rendendoli tutti uguali. Ecco che l’Unione Europea diventa allora pari a quella sovietica. Così l’economia, l’immigrazione, l’Islam, sono gli strumenti con cui il mondialismo intende distruggere l’Europa. Un’opinione, quella della Magli, scomoda a molti ma che è giusto e necessario dibattere.
La violenza necessaria, intervista a Slavoj Žižek -(di Elena Falco)
Elena Falco intervista il celebre filosofo sloveno Slavoj Žižek sul tema della guerra e della violenza. Argomento difficile, e tuttavia ineludibile. L’articolo 11 della nostra Costituzione proibisce la risoluzione dei conflitti tramite la guerra. Eppure, l’Italia è in guerra: è possibile una politica estera che prescinda dalla guerra? Un tema apparentemente collaterale ma da affrontare se vogliamo pensare a un’Europa futura che sia indipendente su tutti i piani, anche quello militare, e che sappia regolare i conflitti interni ed esterni.
La tolleranza non basta -(di Slavoj Žižek)
Questo approccio multiculturale che sostiene che dobbiamo semplicemente vivere l’uno accanto all’altro ha fallito. Ha fallito completamente. Questo secondo Žižek, il celebre filosofo sloveno, deve portare l’Europa a fare autocritica, anziché lamentarsi dell’emergente razzismo, chiedendosi in che misura il suo astratto multiculturalismo ha contribuito al triste stato attuale delle cose. Se tutti gli schieramenti non condividono o rispettano la stessa civiltà, afferma Žižek, allora il multiculturalismo si trasforma in mutua ignoranza o odio regolati legalmente. La comune civiltà che può portare al superamento del multiculturalismo è, per il filosofo, proprio l’Unione Europea.
“L’Islam è una delle radici dell’Europa”. Intervista a Franco Cardini -(di Valerio Pierantozzi)
Europa e Islam, storia di un malinteso. Così s’intitola uno degli ultimi libri di Franco Cardini, storico di matrice cattolica, capace di sfatare gli stereotipi che vogliono un Islam “fondamentalista” opposto all’Europa “liberale”. Cardini ci racconta invece un’altra storia, fatta di relazioni fittissime, vicinanze, influenze del mondo musulmano su un’Europa – quella medievale- completamente allo sbando. Influenze tanto forti da far parlare dell’Islam come una delle radici dell’identità europea.
Le radici islamiche dell’Europa. Intervista a Massimo Jevolella -(di Luca Bistolfi)
Che l’Islam sia presente nella storia d’Europa, è un dato innegabile: i Balcani, ancora oggi, ospitano l’unico Islam autoctono europeo. Troppo spesso si è letto però il rapporto tra Europa cristiana e Islam nei termini di uno scontro: la conquista di Costantinopoli, l’assedio di Vienna, la caduta delle Torri gemelle. Uno scontro di civiltà che Jevolella, storico e giornalista, rifiuta radicalmente, sia per il passato che per il presente affermando – contro ogni facile “fallacianesimo” – che l’Europa di oggi abbia un enorme debito nei confronti del popolo di Allah.
Se l’Europa non c’è più, o non c’è ancora -(di Franco Cardini)
Il progetto di unire l’Europa è fallito, almeno è fallito quello che ha cercato di unirla partendo dalla moneta. Questo ci dice Cardini. Quest’Europa costruita a partire dal tetto anziché dalle fondamenta non c’è più. E quella che non c’è ancora? Bisogna ripartire da zero. Dalla costruzione delle fondamenta: che sono un patriottismo europeo, un senso identitario europeo. Le basi per far tutto ciò, nel 1945 c’erano. Furono sacrificate alla logica della guerra Fredda. E adesso?
L’attualità di Altiero Spinelli, intervista a Stefano Rossi -(di Matteo Zola)
Stefano Rossi è un giovane europeista attivo all’interno della Gioventù federalista europea. A lui abbiamo chiesto perché un giovane dovrebbe guardare ad un futuro europeo e quale tipo di Europa occorre costruire. Infine, in cosa consiste il progetto federalista? Una voce fresca e motivata in un momento in molti cori cantano il requiem all’Unione Europea.
Simboli e diaboli -(di Gustavo Zagrebelsky)
Chi ha in mano la democrazia? attorno a cosa si costruisce la convivenza sociale? I simboli, spiega Zagrebelsky, sono tensione all’unità ma i diaboli sono i seminatori di discordie. Quando questi ultimi si impossessano del simbolo, fagocitandolo, diventano essi stessi simboli ma sono simboli di divisione. Così accade per i simboli politici: chi se ne appropria diventa esso stesso simbolo, capo, leader, duce, che incarna le aspettative del suo popolo ma lo fa attraverso la divisione e la costruzione del culto personalistico. Comprendere il valoro del simbolo, le sue proprietà, le sue funzioni, è dunque necessario per garantire la democrazia.
Quale Europa dopo l’euro. Quale euro per l’Europa -(di Gabriele Merlini)
Un dibattito sempre attuale: la moneta unica europea rappresenta un vantaggio o uno svantaggio? E soprattutto, è possibile tornare alle valute locali? Quale potrebbe essere uno scenario post-euro? Gabriele Merlini analizza la politica monetaria dell’Unione, sia degli stati che già usano la moneta unica, sia di quelli che ancora non l’adottano, spiegando come l’euro sia irrinunciabile ma come la classe politica europea non sembri accorgersene.

